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Paragrafo 8 . La crisi del positivismo.

     
Sembra   paradossale,   ma  quello  stesso  sviluppo   scientifico   e
tecnologico  che  dette  luogo  alla seconda  rivoluzione  industriale
contribu   a   determinare  la  crisi  della  cultura  positivistica,
ridimensionandone  una  delle  componenti fondamentali:  l'ottimistica
fiducia nelle possibilit di conoscenza e di progresso.
     L'ideale  di  una  conoscenza scientifica dei fenomeni  naturali,
basata  sulla  formulazione di leggi universalmente valide,  croll  a
causa dell'acquisizione
     
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     di  nuove  cognizioni sulla struttura della materia, sui problemi
dell'energia   e  sui  concetti  di  spazio  e  tempo.   La   scoperta
dell'elettrone  e  dei raggi X, compiuta alla fine dell'Ottocento  dal
fisico  tedesco  Wilhelm von Rntgen, e gli studi sulla radioattivit,
del  francese  Henri  Becquerel e dei coniugi Pierre  e  Marie  Curie,
fecero  cadere  l'idea dell'indivisibilit dell'atomo  e  aprirono  la
strada agli ulteriori approfondimenti dell'inglese Ernest Rutherford.
     Nel  1900,  il  fisico  tedesco Max Planck  pose  le  basi  della
cosiddetta   "teoria   dei  quanti",  fondata  sulla   ipotesi   della
discontinuit  dell'energia. Nel 1905, un  altro  scienziato  tedesco,
Albert Einstein, pubblic i primi basilari studi sulla relativit, con
i  quali  dimostr  che  il  tempo e lo spazio  hanno  dimensioni  non
assolute  ma  relative ai sistemi di riferimento e agli  strumenti  di
misura degli osservatori.
     Anche  i  fondamenti della logica matematica furono sottoposti  a
critiche  e  revisioni ad opera di sudiosi, tra  i  quali  il  tedesco
Friedrich  Ludwig Gottlob Frege, l'italiano Giuseppe Peano,  l'inglese
Bertrand Russell.
     Nel   campo   delle   scienze  biologiche,   dopo   le   iniziali
osservazioni sull'ereditariet compiute negli anni Sessanta dal monaco
boemo  Gregor  Mendel, si giunse, intorno al 1900, alla  scoperta  dei
cromosomi.   La  genetica,  che  cos  acquistava  basi  scientifiche,
evidenzi  la  possibilit di mutazioni nella trasmissione  ereditaria
dei  caratteri, in contrasto con le certezze proprie della teoria  del
naturalista inglese Charles Robert Darwin.
     Mentre  le  ricerche nel campo della fisica, della  matematica  e
della  biologia  facevano acquisire maggior rigore  ed  organicit  al
sapere  scientifico  e  mettevano in  crisi  il  modello  positivo  di
scienza,  quest'ultimo era considerato inadeguato anche per lo  studio
dei fenomeni umani e sociali.
     Il  sociologo  francese mile Durkheim afferm che  ogni  scienza
aveva  metodo  ed  oggetto propri e che lo studio  dei  fatti  sociali
doveva  partire  dalla considerazione che essi erano il  risultato  di
aggregazioni di idee, istituzioni, valori e sentimenti.
     Max  Weber,  storico, filosofo e sociologo tedesco,  sostenne  la
specificit  delle scienze sociali e la loro obiettivit  scientifica,
fondata  sull'accertamento dei fatti empiricamente osservati, separato
da ogni giudizio di valore.
     Nel   campo   della   psicologia,  i  metodi  e   le   conoscenze
tradizionali  furono  rivoluzionate dall'opera di  Sigmund  Freud.  Il
medico  viennese,  infatti, analizzando il mondo  dell'inconscio,  mai
sottoposto  ad una seria indagine scientifica, individu  in  esso  la
sede  delle motivazioni profonde della condotta dell'uomo e delle  sue
situazioni psico-patologiche.
